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Scritto da Alberto RECCOLANI
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martedì 22 maggio 2007 |
A Nocelleto
Né più mai godrò dell'aria paesana, che fin da fanciullo ho respirato, Nocelleto mia, che te specchi nell'onde, del lercio Savone vergognosamente inquinato.
Ecomafia, e fea quei mucchi fecondi con l'imperioso sorriso, onde non tacque il dolce profumo e le torbide nubi di acre fumo verso di colui che l'acque
canti fatali di politici risolutori belli di fama e di prestigio dimostratisi solo ingordi roditori.
Tu non altro che il canto avrai dei tuoi figli, o materna mia terra; a noi prescrisse morte naturale degna fato tumorale sepoltura.
Alberto Reccolani
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