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Scritto da Roberto Rotunn o
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martedì 27 novembre 2007 |
Domenica mattina il Comune di Carinola , comunque vadano le cose , ha scritto una pagina nera della sua storia. Vinti dalla paura nostro malgrado ci siamo dovuti inventare un sito alternativo per scongiurare quello che agli occhi di tutti sembra una sproporzionata reazione, da parte del super Commissario ai rifiuti, per risolvere un così grave problema. Il punto della sitazione sta prendendo una brutta piega perchè se è vero che indicando un sito alternativo si cerca di scongiurare una elefantiaca ingistizia è anche vero che il sito indicato offre a Pansa una sconfinata prateria dove edificare le sue ormai famose piramidi di eco?balle che a Taverna del Re hanno raggiunto i sei milioni di unità. Su Vaglie è stato detto tutto e lo ribadisco a scanso di equivoci: -troppo vicina al centro abitato -troppo vicina alle scuole elementari -presenza di un pozzo artesiano -vicinaza ad un corso d'acqua -mancante dei requisiti idrogeologici- -prossima alla riserva WWF di Falciano -centrale rispetto alla zona di produzione del Falerno -sede di uliveti pregiatissimi -sfondo panoramico da tutte le angolazioni -passaggio obbligato per raggiungere l'Eremo di San Martino -percorso obbligato per i mezzi di soccorso durante i frequenti incendi estivi - meta di escursioni verso la piana di San Martino e parte integrante di un naturale parco ecologico -strade strette e poco adatte al traffico pesante attraversate da ponti stradali più volte crollati e riedificati e mille altri motivi che ora mi sfuggono. Prestare ,però, il fianco offrendo , unico Comune del Casertano ,con una delibera consiliare ,volontariamente un sito può significare esprimere involontariamente la volontà di farsi carico di un problema che è molto più grande di noi. Chi amministra deve valutare il problema con tutte le sfaccettature e contrariamente all'uomo comune deve sapere dove portano le mosse che compie, non sempre ci si riesce e risulta oggi difficile individuare la retta via ma voglio credere che questa mossa sia stata ponderata e supportata da notizie a noi sconosciute atte a scongiurare il pericolo che un'intera Provincia ha rifiutato di risolvere, sperando di arrivare indenne alla fatitica data del 31 dicembre quando l'emergenza finisce ed inizia la "provincializzazione" intesa anche come normalizzazione grazie alla quale ogni territorio sarà arbitro del proprio destino. Oggi non ci è dato saperlo , ma la speranza è che finalmente chi di dovere si renda conto che Carinola vive di agricoltura e non può permettersi di essere ulteriormente penalizzata da fattori che con la produzione fanno a cazzotti, qui c'è bisogno di infrastrutture per agevolare la vendita dei prodotti e non della falsa ricchezza che dovrebbe provenire dai nausebondi rifiuti che vogliono rifilarci. Il presidente dellaProvincia è stato fermo nel dire no ecoballe a Caserta e siamo certi faccia valere questo divieto anche per Carinola che ne è parte integrante a lui oggi ci rivolgiamo per fare sua la richiesta più che legittima di evitare questa iattura ed essere coseguenziale al diniego , giustamente, opposto No a Caserta No a Carinola , NO allo Uttaro, NO a Pignataro.
La soluzione migliore sarebbe quella di anticipare la data prevista per la Provincializzazione , bloccare questo ultimo tentativo commissariale e partire seriamente per avviare un processo normale simile al resto d'Italia dove queste cose non succedono.
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