"BAGAGLI" questo è il titolo della poesia che ha vinto il primo premio della Sezione A del PREMIO NAZIONALE 2008 di POESIA "MADRE CLAUDIA RUSSO", fondatrice dell'ISTITUTO DELLE POVERE FIGLIE DELLA VISITAZIONE DI NAPOLI, premio giunto alla quattordicesima edizione, l'autore della poesia Bagagli? il nostro grandissimo NICOLA AURILIO, di Casale di CARINOLA. La cerimonia di premiazione si è tenuta a Barra (NA), la giuria era composta dai Prof. Salvatore Grimaldi,Giuseppe Di Matteo e Gennaro Cavallaro, e dai dott.Rosa Seccia, Maria Borriello e Antonio Tanzillo.I partecipanti a questo premio di poesia sono stati trecentocinquanta e come dice la dott.ssa Seccia nella presentazione delle poesie vincitrici "Siamo parte di una società frenetica, in cui si inseguono logiche di consumo smodato e acritico di ogni tipo di bene; si favorisce un progresso accelerato in ogni campo, ma al contempo a velocità diverse ed estreme a secondo delle parti del mondo ove esso si sviluppa o non si sviluppa. . ." Ebbene noi che conosciamo Nicola, o almeno crediamo di conoscerlo, sappiamo che egli impersona l'esatto contrario di tutto ciò, e riteniamo che egli ha sempre impersonato la parte migliore dell'homo sapiens, quella degli obiettivi impossibili . . .raggiunti! Bando alle chiacchiere, auguriamo ancora tante vittorie a Nicola e riportiamo qui la sua poesia:" BAGAGLI"
Dica del mare ignoto una conchiglia
al rimorso che porto nella sera
di non aver salpato quando il polso
forse poteva reggere il timone.
Quando al di là del mare come l'alba
si vestiva di luce la chimera.
Ma pure un seme d'erba nel patire
vorrei portare a dirmi della vita
vista da dietro vetri di finestra
quando tesseva il vento l'aquilone.
Mi dirbbero remote età dell'oro
gli echi di una voce che fu dolce
quando non c'era muro avanti al cuore
e vivevo di musica e di vento
la storia che fu lampo dentro il buio.
Quel vento porterei che fu compagno
di giorni quando il cuore si puntava
con la follia che sola ci riscatta
da atavici fardelli di saggezza.
La zolla del miracolo del grano
che sempre ha sanguinato di sudore
dei vecchi inteneriti dal germoglio
vorrei fosse la terra del giaciglio.
NICOLA AURILIO
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