|
Scritto da Michele SORVILLO
|
|
martedì 26 agosto 2008 |
Tutto sarà
naturalmente affidato agli sguardi della luna. Chè se giovedì sera non la
vedremo, forse, è possibile, che continuerà a velarsi dietro l’anta di un
vecchio portone, oppure su di un balcone, dietro una tenda(….)per farsi
corteggiare ancora per tutta la notte, sulle note gitane o sulla coda di
favolose parole di attori, giullari, buffoni, che abiteranno dal tramonto a
notte fonda i tortuosi vicoli dei Carani . Per la seconda volta il Lunarte
festival, patrocinato dall’amministrazione comunale, cercherà di trasformare
luoghi, persone, fonderli insieme in un’unica luce, quella della luna, per
risplendere in una notte d’estate, assaporarla fino alla fine, cullati dalla
musica, dal vino e dalle parole. Il trucco è lasciarsi trasportare. L’inizio
della manifestazione è previsto per giovedì 28 alle ore 19,30 in località
Carani, ma un piccolo assaggio musicale giungerà nel tardo pomeriggio in tutte le
piazze maggiori, dove i Zastava Orkestar, una banda di ragazzi di Grosseto che
traggono dalla musica balcanica ispirazione, sbarcheranno con impeto e magia,
quasi come in una pellicola felliniana. Lasciarsi condurre dunque nei vicoli,
nei portoni. Ma da cosa o da chi? Tanto per cominciare ci sarà peppino
mangiafuoco, mago e giocoliere, ma solamente dopo che si è “lasciati” passare da Marco Luciano, giovane attore
napoletano, . . .
già presente l’anno passato con “la Scurtecata” e che quest’anno ci parlerà del suo “teatro a
pezzi”, fra leggende e monologhi contemporanei. Dal Tetraltro di Roma giunge
Eduardo Ricciardelli, che presenterà un monologo dal titolo “Ostiense…Africa”,
di stampo contemporaneo, provando in maniera giocosa a fare un parallelo fra
due luoghi: il ghetto di Piramide e l’antico continente africano. E ancora
passeggiare e tenere sempre gli occhi aperti per non farsi sfuggire mostre di
pittura, o di fotografia d’autore. E poi ci sarà lui: Ma Asase teatro, progetto
legato al centro minori non accompagnati richiedenti asilo Terra di Lavoro,
Terra di accoglienza. Una performance spettacolare di tre ragazzi di origine
afgana e uno del Berim diretti da un giovanissimo Luigi Morra, che
racconteranno semplicemente la loro storia, con il linguaggio del corpo.
Insomma c’è Grosseto,Napoli, Mondragone, Roma, l’Asia Minore,l’Africa e……Carinola naturalmente. Ma di questo però
non posso svelarvi oltre, è un segreto. Michele Sorvillo
|
|
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 27 agosto 2008 )
|