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Scritto da Enzo CERALDI
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venerdì 25 gennaio 2008 |
Sono le 21,17 ed il terzo fuochista spara le ultime fantasmagoriche
e rumorose granate nel cielo di una Casale ebbra di felicità per il suo Santo la cui conversione ha ancora una volta favolosamente
celebrato, oggi, sotto uno splendido sole di una falsa primavera. Casale non è solo la
parte più alta di Carinola da un punto
di vista geografico, Casale si distingue per essere la frazione che da sempre
spende e si spende nelle arti,più di tutte in quella della musica è la sua
peculiarità, ha da sempre una banda come fiore all’occhiello ma, a guardar bene
anche questa festa di Gennaio è una vera e propria poesia che si snoda in due
strofe. Il freddo, la passeggiata sulla collina, la visita alla cappella, la
menestella da Don Franchino, i lupini salati ne compongono la prima.I fuochi in
aria alle due, la processione del Santo con la banda musicale a precederla ed i fedeli dappertutto festosi e per tutte le strade
del paese a partir dalla Cappella sulla collina, ai Vignai,a S.Pasquale, a Via Marconi e giù,giù poi in
chiesa e ritorno, zite spezzate con
polpettine al sugo dopo il rinforzo con peperoni sottaceto ed olive ed un rosso sincero, la banda in piazza monumento in
mezzo alle bancarelle, senza luminarie, non ce n'è bisogno, piccoli cantori in chiesa con don Peppino e Albino e
Lidia che li dirigono e fantastici fuochi artificiali a chiudere la seconda
strofa. I Casalesi vengono da ogni dove innamorati di San Paolo . . . e noi di
loro e della loro festa ormai anche un po nostra in tempi e luoghi che è sempre più rado il festeggiare.
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 25 gennaio 2008 )
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