AMBC: PUC CHE SARÀ’ UN FLOP

Come si ricorderà, l’AMBC è intervenuta più di una volta per sensibilizzare l’Amministrazione Pacifico ad attivarsi per predisporre ed implementare i P.U.C. (segnalando- insieme al nostro amico Paolo Palmieri- Comuni, anche a noi limitrofi, già attivi da tempo). I Progetti utili alla collettività (P.U.C.) possono riguardare, come è noto, attività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. La partecipazione ai Progetti utili alla collettività è obbligatoria per tutti i beneficiari del Reddito di cittadinanza abili al lavoro e non è previsto alcun compenso. L’impegno va da un minimo di 8, fino a un massimo di 16 ore settimanali, da svolgersi nel Comune di residenza. Oltre che un obbligo, i PUC rappresentano un’occasione di inclusione e crescita sia per i beneficiari, che saranno inseriti nei progetti in base ai loro interessi e propensioni, che per l’intera collettività. I PUC dovrebbero essere infatti individuati a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità locale. Gli uffici comunali (i responsabili apicali) – con ritardo e con non poche approssimazioni – dopo i nostri ripetuti solleciti hanno messo a punto una lista di progetti, scarni e alquanto burocratici, approvati (senza batter ciglia) dalla Giunta Municipale il 30 dicembre scorso. Si tratta di “propostine” -più utili alla burocrazia comunale che ai cittadini- “fatte in casa alla buona” e tutte da “cucinare in casa”, al netto di quella del welfare da attuare mediante un successivo coinvolgimento con un soggetto del Terzo Settore. E quasi tutte in contrasto con il comma 15 dell’art. 4 del dl n. 4 del 28 gennaio 2019, convertito con modificazioni dalla Legge n.26/2019 recante le disposizioni in materia di “Reddito di Cittadinanza e di pensioni”. L’AMBC contesta innanzitutto il metodo adottato, che non ha coinvolto prioritariamente gli Enti del terzo settore mediante un avviso rivolto a presentare Progetti utili alla collettività (PUC) diretti ai beneficiari del Reddito di cittadinanza. Un Avviso/Bando al quale avrebbero potuto partecipare tutti gli Enti del Terzo settore (Società Cooperative Sociali, Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di promozione sociale, Imprese sociali e Fondazioni) con sede legale e/o operativa nel territorio del Comune di Mondragone. Gli Enti del terzo settore proponenti (anche più di un progetto) avrebbero così potuto partecipare attivamente alla realizzazione delle progettazioni, stipulando con il Comune di Mondragone una convenzione disciplinante le modalità di attuazione del PUC. Tutte le proposte pervenute sarebbero state valutate dal Comune e inserite in un apposito elenco, il Catalogo dei progetti. Un Catalogo da aggiornare periodicamente sulla base di nuovi progetti presentati, mantenendo così aperta la possibilità di nuove proposte. Quanto al merito, per l’AMBC i Progetti Utili alla Collettività (PUC) avrebbero dovuto riguardare non già cimitero, ragioneria-tributi, demografico, portineria o polizia locale (come -purtroppo- quelli di Pacifico), ma -come prescrive la legge- esclusivamente attività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. Per esempio: l’organizzazione di attività turistiche (ambito culturale); la diffusione della lettura (ambito culturale); le prestazioni sanitarie e sociosanitarie (ambito sociale); l’alfabetizzazione digitale per gli anziani (ambito sociale); l’agricoltura sociale (ambito sociale); la tutela dei diritti (ambito sociale), la protezione civile (ambito ambientale); la promozione della cultura della legalità e non violenza (ambito formativo); le attività sportive e dilettantistiche (ambito formativo); il censimento -e relativa informatizzazione- dei beni comuni abbandonati o occupati e sfruttati da privati (tutela beni comuni). Ma sono solo alcuni tra i tantissimi esempi possibili. Per noi -ma soprattutto per la legge- l’organizzazione delle attività non dovrebbe -infatti- in alcun modo essere legata all’ordinarietà (a ciò che il Comune dovrebbe già ordinariamente garantire con il proprio personale dipendente), bensì alla individuazione di uno specifico obiettivo aggiuntivo da raggiungere in un intervallo di tempo definito, attraverso la messa in campo di risorse umane e finanziarie. Per noi i progetti utili alla collettività non devono prevedere affatto il coinvolgimento in lavori/opere pubbliche né che le persone coinvolte possano svolgere mansioni in sostituzione di personale dipendente dall’Ente. Non sappiamo se e quando i “piccoli” PUC di Pacifico & Co. prenderanno il via. Quello che sappiamo è che rischiano di essere un “grande” flop, di essere utili (forse) alla burocrazia comunale ma non certamente alla città. Terminiamo segnalando ai “buoni a nulla” un webinar sull’esperienza di Soldo e del Comune di Milano nella gestione dei “buoni spesa” https://webinar2021.eventifpa.it/it/event-details/?id=9781 e con la sentita richiesta di voler firmare e diffondere ovunque possibile questa petizione sull’abominio che si sta consumando lungo la rotta balcanica e, in particolare, nel cantone bosniaco di Una Sana, con oltre tremila rifugiati e migranti bloccati da tempo nel ghiaccio e nel gelo, senza cure, assistenza e protezione, soggetti a violenze e vessazioni: https://www.change.org/p/bosnia-si-fermi-lo-scacchiere-della-disumanità.