Casanova Torre Civica Orologio

Nel periodo del Carnevale, mentre pensavamo a feste in maschera, balli, bevute con gli amici, il virus si avvicinava giorno

dopo giorno a noi e il sorriso di chi: “tanto qua non succede nulla”, lasciava il posto ad una ancora piccola preoccupazione; poi mentre il Nord Italia era sempre più assediato dal COVID-19, noi mostravamo momenti di fastidio per le misure di contenimento imposte: “ma se il virus è cosa loro, perché dobbiamo chiuderci in casa noi?”.

In estate tutti siamo stati finalmente “liberati”; c’era, è vero, qualche grillo parlante che invitava alla prudenza ma tutti, a Nord, a Centro e a Sud, non vedevamo l’ora di buttare nell’immondizia le orride museruole che ci avevano costretto, di stringerci l’uno all’altro, di soffiarci addosso, di festeggiare l’estate come fosse l’ultima della nostra vita.

Ora,  con il passare dei giorni,  mentre il numero dei contagi e delle persone decedute sotto l’attacco del COVID-19 aumenta, stiamo perdendo l’iniziale spavalderia e cominciamo ad essere pervasi da una crescente paura per noi stessi e i nostri cari; certo, qualcuno ancora resiste, vuole andare in discoteca, stare al bar fino alle tre di notte, fare attività sportiva ma alla fine cominciamo a capire che, forse, è meglio rimanere vivi, annoiati e grassi piuttosto che morti, scatenati ed in perfetta forma.

Questo Virus non solo ha tolto la maschera di Carnevale a chi, in quel mese di febbraio, si accingeva ad indossarla ma ha anche evidenziato  tante altre cose di noi, della società e del sistema economico in cui viviamo.  

Abbiamo scoperto di essere vulnerabili e poco inclini al rispetto delle regole, forse perché figli di una generazione cui non sono mai state chieste rinunce davvero dolorose; abbiamo scoperto, di conseguenza, di essere impreparati a gestire una prova cosi importante.

L’impreparazione individuale ad affrontare un evento del genere può comunque essere comprensibile; apparentemente incomprensibile è, invece, il disagio in cui si trova quasi tutto il  mondo economico e finanziario  ad arginare una crisi del sistema, causata dalle misure di contenimento che, oramai, si annunciano sempre più stringenti.

Dico apparentemente perché, in realtà, il virus ha smascherato le nostre debolezze di cittadini ma anche, e soprattutto, quelle del sistema economico e finanziario che ci governa, dell’Europa assente, dei governi delle grandi, delle medie e delle piccole potenze che gestiscono le nostre vite. Tutti hanno la responsabilità di aver determinato un sistema malato, legato solo alla finanza e al credito e che costringe tutti noi ad interrogarci se sia preferibile salvaguardare la salute a costo di perdere migliaia di posti di lavoro, oppure salvare posti di lavoro rischiando di diffondere il contagio in maniera sempre meno gestibile.  

L’attuale sistema economico si regge in buona parte sul consumismo di massa, che mette in secondo piano le reali possibilità economiche di ognuno; siamo bombardati da offerte di ogni tipo, siamo spinti verso le richieste di prestito dalla “necessità di consumo”, divenuto più accessibile  rispetto al prestito per investimenti; si è generato così un micidiale meccanismo che conduce inevitabilmente ad un indebitamento individuale eccessivo  che diviene, a lungo andare, ingestibile.

Prepariamoci ad affrontare ancora settimane dure, ma gli esempi positivi devono indurci da un lato a rispettare le regole, dall’altro a capire che i modelli di sviluppo nei quali siamo immersi devono essere radicalmente messi in discussione

Se il COVID-19 ci ha tolto la maschera, sta a noi dimostrare, una volta superata questa difficile prova, di saper ricostruire un rapporto più sano con la salute, con l’ambiente, con il lavoro, in una parola con le nostre vite.

Quanto detto si fa più tangibile e pressante se immergiamo la devastante realtà di questo Virus qui a casa nostra. La ridondanza di queste parole si acuisce a dismisura in un piccolo centro, se pur ricchissimo d’arte, cultura e storia, come Carinola

A margine di queste mie grevi parole, mi si lasci il breve tempo per ringraziare l’Avvocato Enzo ceraldi e il Sindaco Marcantonio Russo per avermi donato in questo frangente così duro e difficile il lieve sorriso dei rintocchi diurni della torre dell’orologio di fronte casa mia in piazza a Casanova; rintocchi solo diurni, in modo da non infastidire chicchessia.

Sono loro molto grato.      Dimitri Maria Pierri