“Mondragone vanta uno stock abitativo di elevata quantità, che non sempre- purtroppo- si caratterizza anche per l’elevata qualità, ha dichiarato Dario Caprio di MBC. Si tratta di un immenso patrimonio immobiliare fatto di migliaia di “altre abitazioni”, occupate da non residenti o, più spesso, non occupate affatto. Un patrimonio immobiliare “dormiente”, improduttivo, quando non addirittura fatiscente e fonte di insicurezza e di problemi sia per i proprietari che per la collettività. Un patrimonio immobiliare di “altre case”, che unito a quello di Castel Volturno e a quello di Sessa Aurunca e di Cellole (parliamo di oltre 35mila abitazioni) caratterizza negativamente la costa dell’alta Campania, ma che -opportunamente valorizzato e sfruttato- potrebbe, al contrario, diventare un volano per lo sviluppo.
“Intanto, questi numeri- ha continuato Gianni Pagliaro, portavoce di <Mondragone. Bene Comune>- dovrebbero indurci ad abbandonare la politica del consumo di suolo e ad abbracciare quella della ristrutturazione, della sostenibilità, del recupero e della salvaguardia. Numeri che devono farci riflettere anche sulla qualità del costruito e dell’abitare: in questi decenni si è costruito comunque ed ovunque, spesso a danno del paesaggio e dell’ambiente. E si è costruito quasi sempre senza averne alcuna necessità e, purtroppo, se avere neppure alcun disegno di sviluppo. Ora, a “disastro” compiuto, occorre però evitare che questo stock abitativo diventi ulteriormente un problema e cercare di valorizzarlo.
“Questo patrimonio, ha sottolineato Umberto Cinque, rappresentante di MBC al Tavolo del PATTO CIVICO PER MONDRAGONE, dovrà necessariamente essere recuperato e coniugato con il rilancio del turismo. Oltre alle strutture ricettive classiche (per esempio Alberghi, che -tra l’altro- difettano non poco nella nostra città) crescono, come è noto, altre forme di ricettività, dalle Pensioni ai Bed and Breakfast-B&B-, a ricettività informali a scambio di alloggio ecc. Stiamo parlando di una ricettività a costi sostenuti ma con numeri elevati di pernottamento. Si tratta di pratiche diverse che possono essere perseguite organicamente a Mondragone, all’interno di un Progetto Turismo, per la messa in rete (e a reddito) di un patrimonio edilizio sottoutilizzato, se non addirittura abbandonato. Piegandolo a finalità turistiche e ricettive variamente connotate in termini sociali, etici o identitari. Dobbiamo innescare, a partire da questo immenso patrimonio edilizio “dormiente” e con il necessario supporto della Regione Campania, processi di turismo innovativo, territoriale e di comunità. in grado di proporre qualità per “tutte le tasche” e per tutto l’anno.”