L’AMBC da anni insiste per convincere l’Amministrazione comunale di Mondragone a dire basta al consumo di suolo. Lo

aveva anche messo nero su bianco nel programma che scrisse per Pacifico e sulla base del quale quest’ultimo è stato poi eletto ed amministra (si fa per dire …) da più di tre anni, ha puntualizzato Gianni Pagliaro. Purtroppo, nonostante i continui richiami dell’AMBC e, soprattutto, quelli di Madre Natura che si ribella sempre di più alla cementificazione del territorio (i cambiamenti climatici ne sono una drammatica conseguenza), si continua a consumare suolo a man bassa. Abbiamo accolto con grande soddisfazione la netta presa di posizione di GIOVANNI ROMANO di EUROPA VERDE CAMPANIA DEMOS, che ha inserito il tema dello STOP AL CONSUMO DI SUOLO tra quelli inaggirabili della propria campagna elettorale per le prossime regionali. “Faccio fatica in questa strana campagna elettorale, ha dichiarato GIOVANNI ROMANO, ad avviare qualsiasi tipo di confronto per assenza totale di interlocutori. Non sento in giro idee, proposte o analisi. Non si sente niente di niente. Sento soltanto di appuntamenti per bivacchi propagandistici, per cenette, bevute e pizzette. Tuttavia, senza lasciarci minimamente condizionare da un tale vuoto spinto, continuiamo a dirci come stanno realmente le cose e ciò che necessariamente si dovrà fare a partire dal 22 settembre. Starà poi ai cittadini, lungimiranti e consapevoli, saper scegliere chi dovrà farlo. Già da un po’ di tempo è in atto- per esempio- una Campagna nazionale permanente del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio per un censimento capillare, in ogni Comune italiano, per mettere in luce quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma non utilizzati, vuoti, sfitti. E’ stata elaborata una scheda di censimento  fatta recapitare agli oltre 8.000 Comuni italiani, richiedendone la compilazione in tempi rapidi. È la precisa proposta di un metodo di pianificazione, che andrebbe adottato con immediatezza per scongiurare ciò che sta purtroppo accadendo, ovvero che i piani urbanistici siano realizzati lontano dai bisogni effettivi delle comunità locali e prevedano nuovo consumo di suolo, nonostante l’ampia disponibilità edilizia già esistente. I Piani Urbanistici a “crescita zero” -che propongo a tutti i 104 Comuni della provincia di Caserta- non devono spaventarci, ha continuato GIOVANNI ROMANO, se sappiamo con esattezza a quanto ammonta (in termini numerici e di superficie) questo patrimonio edilizio costruito ma non utilizzato.E le scelte di molti Comuni in Italia lo dimostrano: Cassinetta diLugagnano (MI), Desio (MI), Solza (BG), Camigliano (CE)(sull’azione amministrativa di questo Comune casertano portata avanti durante la sindacatura  di Cenname bisognerà ritornare perché si tratta di una straordinaria esperienza amministrativa, di una vera e propria buona pratica, non sifficientemente valorizzata), Ronco Briantino (MI), Ozzero (MI), Pregnana Milanese (MI), Rivalta di Torino (TO), Senigallia (PU) adottano nuovi Piani urbanistici a “crescita zero”, grazie al coinvolgimento preventivo della cittadinanza e alla parallela analisi sul come ovviare alla conseguente “perdita” degli oneri di urbanizzazione per le nuove costruzioni. Rivolgo un accorato appello  ai Sindaci, ai Consigli comunali, ai tecnici affinché si attivino per l’esatta misurazione di questa mappa del territorio, come proposto dal FORUM. Anche tutti i Comuni della provincia di Caserta sono stati sollecitati varie volte, come si può evincere da questo link:http://www.michelegatti.it/report/mail/, ma non hanno mai ritenuto di dover rispondere e tantomeno aderire. Quello che ci sta proponendo da tempo e con forza il Forum Salviamo il Paesaggiohttp://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/info_sul_forum/campagna-per-il-censimento/, ha concluso GIOVANNI ROMANO, candidato di EUROPA VERDE CAMPANIA DEMOS, è soltanto ciò che una buona amministrazione locale dovrebbe già fare di suoe che spero facciano tutti per il bene del nostro territorio. Quello che dobbiamo fare è dire STOP AL CONSUMO DI SUOLO eristrutturare edifici abbandonati, restaurare quartieri, valorizzare il già costruito. Prima che sia troppo tardi. 

 

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