Giuseppe Albino Fiorillo

Sì “Peppino di Mafalda” lo chiamavamo tutti così a San Ruosi “l’uomo col Motom” che per chi non lo sapesse è un

motociclo degli anni 50 è quella qui richiamato, a cavallo del quale ho visto per

Giuseppe Albino Fiorillo

Peppino Fiorillo

decenni Peppino di Mafalda, quando non zappetta con cura quella lingua di terreno che separa la SP 44 dalla cosiddetta via vecchia che porta a San Ruosi, molto probabilmente l’ultimo di quella marca è quel tipo, ancora in circolazione almeno fino a settembre scorso, mi assicura oggi la nipote Dina, che naturalmente è il diminutivo di Mafalda, dopo che avevo appreso dal marito, il dott. Gennaro Mannillo, che Peppino, all’anagrafe Giuseppe Albino Fiorillo nato il primo di Marzo 1925, uno storico abitante della piccola frazione di San Ruosi, e più precisamente in quella stradina chiamata “via Belle Donne, per volere di Osvaldo Rossi papà della mia insegnante Adelina Rossi, quando ero in prima elementare amica di mia madre oggi novantasettenne!
Saranno davvero pochi i cittadini di questo comune e soprattutto quelli di Casale, frazione dove Peppino nacque e dove lo stesso gradiva recarsi credo quotidianamente!

Da sempre appassionato di caccia soprattutto nei terreni non lontani da San Ruosi, senza mai allontanarsi troppo da casa.
Amico sincero ed affettuoso sia di mio padre che di mio zio Tommaso al quale era affezionatissimo!
Suo figlio Achille, il papà della collega Dina, è stato Vigile Urbano negli anni 70. In quel periodo mio zio Tommaso era in amministrazione. Mi farebbe piacere pubblicare una foto del “Motom” ma non sappiamo che fine abbia fatto il motociclo di Peppino. “La nostra passione in comune la caccia me lo faceva incontrare spesso. Ancora si poteva vedere in lui un rispetto per la natura e una passione leale cosa che oggi posso dire scomparse “ Mi dice di lui un suo collega cacciatore!Intanto Peppino sarà in Paradiso con la sua Mafalda! Lei, di salute malferma, è andata via in Paradiso tanti tanti anni fa,” la nostra passione in comune la caccia me lo faceva incontrare spesso. Ancora si poteva vedere in lui e nonostante l’età, un rispetto per la natura e una passione leale, cosa che oggi posso dire scomparse” ci dice un’altra appassionata di questo sport.

Ma è passato troppo tempo senza abbracciare la sua Mafalda in paradiso da decenni  e lassù il COVID-19 non c’è!

Addio cacciatore di “Frungigli”.
Come amava definirsi questo straordinario personaggio del nostro tempo che richiamando la specie di volatile anni fa diffusa qui in zona ed oggi come tante altre specie quasi scomparse ma anni fa obiettivo delle sue passeggiate quotidiane!

autore: Vincenzo Ceraldi vincenzo.ceraldi@libero.it

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